In un negozio di scarpe, una commessa ha tolto a una madre le scarpe nuove per suo figlio solo perché le mancavano due dollari. La povera donna è rimasta lì a piangere… ma poi è successo qualcosa che nessuno si aspettava.

In un negozio di scarpe, una commessa ha tolto a una madre le scarpe nuove per suo figlio solo perché le mancavano due dollari. La povera donna è rimasta lì a piangere… ma poi è successo qualcosa che nessuno si aspettava.

Quel giorno, una madre e suo figlio entrarono in un negozio di scarpe. Cercavano di camminare con sicurezza, ma dal loro aspetto si capiva subito che la vita non era facile per loro. La donna indossava una vecchia giacca, le maniche consumate rivelavano anni di utilizzo, e la sciarpa aveva perso da tempo il suo colore. Il bambino camminava accanto a lei, tenendole silenziosamente la mano. Ai piedi aveva delle scarpe da ginnastica con dei buchi, dai quali si vedevano i calzini.

Non guardavano le vetrine, non giravano per il negozio come fanno gli altri clienti. La donna si avvicinò subito alla commessa e disse a bassa voce:

— Per favore, ci serve la scarpa più economica… di questa misura.

La commessa li guardò dalla testa ai piedi. In quello sguardo non c’era nemmeno un briciolo di compassione, solo freddezza e un sorriso sgradevole. Si girò lentamente e dopo qualche minuto tornò con una scatola.

La donna la aprì con cura e guardò le scarpe come se fossero qualcosa di molto prezioso. Poi si inginocchiò davanti a suo figlio e iniziò a togliergli le vecchie scarpe.

In quel momento la commessa disse bruscamente:

— Non si possono provare. E se suo figlio ha i piedi sporchi e poi non comprate?

La donna rimase immobile per un secondo, come se non avesse subito capito. Poi rispose piano:

— Va bene… possiamo almeno confrontare la misura con le sue scarpe?

— Sì, — rispose la commessa con riluttanza, chiaramente infastidita dalla loro presenza.

La donna avvicinò le scarpe nuove a quelle vecchie del figlio e tirò un sospiro di sollievo. Si vedeva che la misura andava bene. Rimise con attenzione le scarpe nella scatola, come se avesse paura di rovinarle.

Si avvicinarono alla cassa.

La donna tirò fuori dal taschino banconote piegate e monete. Le contò più volte, cercando di non sbagliare, e le porse alla commessa.

Questa contò i soldi e disse freddamente:

— Mancano due dollari.

La donna rimase confusa.

— Ma sul cartellino c’era un altro prezzo…

— I prezzi sono cambiati. Non abbiamo fatto in tempo a togliere il cartellino, — rispose seccamente la commessa.

La donna strinse le labbra, cercando di trattenere le emozioni.

— Per favore… fateci uno sconto. Mio figlio non ha niente da indossare.

— Niente soldi — niente scarpe, — disse bruscamente la commessa e le strappò letteralmente la scatola dalle mani.

Il bambino inizialmente guardava senza capire. Poi il suo volto cambiò, gli occhi si riempirono di lacrime e disse piano:

— Mamma… a scuola rideranno di nuovo di me… non voglio andarci…

La donna abbassò la testa. Le mani le tremavano e ormai non cercava più di trattenere le lacrime.

Ma alla commessa non bastò.

— Non dovresti fare figli se non puoi mantenerli, — disse con irritazione.

Nel negozio calò il silenzio. Alcune persone si girarono, ma nessuno intervenne.

Ed è proprio in quel momento che accadde qualcosa di inaspettato.

Da dietro si sentì una voce calma ma ferma:

— Basta.

Tutti si girarono.

Un uomo si avvicinò al bancone. Dal suo aspetto si capiva subito che non era un semplice cliente. Guardava la commessa negli occhi, e nel suo sguardo non c’erano rabbia o urla — solo fredda delusione.

— Ho sentito tutto, — disse.

La commessa si agitò visibilmente.

— Io sto solo seguendo le regole…

Non la lasciò finire.

— Se queste sono le tue regole, allora qui non lavori più.

Nel negozio calò di nuovo il silenzio. L’uomo si rivolse alla donna con tono più gentile:

— Prenda le scarpe. Non deve pagare nulla.

Prese lui stesso la scatola e la porse al bambino.

Il bambino lo guardava con gli occhi spalancati, come se non credesse a ciò che stava accadendo. La donna non riusciva a dire nulla. Annui soltanto, stringendo le labbra per non piangere di nuovo.

Poi l’uomo guardò di nuovo la commessa e aggiunse con più durezza:

— Ricorda una cosa. Se una persona si trova in difficoltà, questo non ti dà il diritto di umiliarla. Questo dimostra che tipo di persona sei.

La commessa stava in silenzio, senza alzare lo sguardo.

Il bambino strinse con cautela la scatola al petto, come se avesse paura che gliela portassero via di nuovo.

Condividi con i tuoi amici:
Aggiungi un commento

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!: