Quando il banditore annunciò il prezzo di partenza per un cavallo malato a soli 10 dollari, un vecchio mendicante alzò inaspettatamente la mano, e i ricchi agricoltori iniziarono a ridere fragorosamente, senza sospettare minimamente come sarebbe finita…

Quando il banditore annunciò il prezzo di partenza per un cavallo malato a soli 10 dollari, un vecchio mendicante alzò inaspettatamente la mano, e i ricchi agricoltori iniziarono a ridere fragorosamente, senza sospettare minimamente come sarebbe finita… 😲

Davanti al vecchio mercato di campagna, fin dal mattino si sentiva il solito chiasso. Sotto il sole splendente, decine di contadini e commercianti discutevano i prezzi del bestiame, litigavano tra loro e ridevano mentre guardavano gli animali venire condotti uno dopo l’altro nell’arena. Qualcuno era venuto per comprare un robusto cavallo da lavoro, qualcuno cercava una buona mucca per la fattoria, e qualcun altro era venuto solo per guardare l’asta.

Dietro un grande tavolo di legno sedeva il banditore di nome Roberto. Annunciava ad alta voce il prezzo e batteva con forza il martelletto di legno, e le tribune ogni volta rispondevano con un brusio di voci.

Quando arrivò il turno dell’ultimo lotto, due inservienti condussero fuori un vecchio cavallo bianco. O meglio, quasi lo condussero fuori. L’animale riusciva a malapena a stare in piedi, e poi cadde pesantemente a terra. Il suo mantello era sporco e arruffato, sui fianchi si vedevano vecchie cicatrici, e le costole sporgevano così tanto che sembrava che il cavallo non fosse stato nutrito per settimane.

Sulle tribune si udirono subito delle risatine.

— Ma questo andrebbe già mandato al macello!
— Tra una settimana muore da solo!
— Nessuno lo prenderebbe nemmeno gratis!

Roberto sorrise e batté il martelletto sul tavolo.

— Prezzo di partenza: dieci dollari! Qualcuno è interessato?

In risposta calò il silenzio.

Diversi uomini si scambiarono un’occhiata e si limitarono a scuotere la testa.

— Chi ha bisogno di questo scheletro pieno di pulci?
— Non va bene nemmeno da dare in pasto ai cani.

Tutti si stavano già preparando a passare al lotto successivo, quando dall’ultima fila si alzò lentamente un vecchio magro, dai capelli grigi, con una camicia logora e scarpe rotte.

Alzò cautamente la mano.

— Io… lo compro io.

Sulla piazza scoppiò subito una fragorosa risata.

Un ricco contadino si alzò persino dal suo posto.

— Vecchio, hai perso la testa? Questo è un mucchio di ossa, non un cavallo!

Un altro aggiunse:

— Getterai via gli ultimi soldi che hai. Tra qualche giorno questo stremato morirà, e tu resterai senza cibo.
— Faresti meglio a comprarti del pane!

La gente rideva sempre più forte.

Roberto guardò attentamente il vecchio.

— Sei sicuro? I soldi non verranno restituiti a nessuno.

Il vecchio si avvicinò lentamente. Il suo volto era stanco, e nei suoi occhi si leggeva un dolore profondo.

Tirò fuori dalla tasca una piccola pezza, e mise sul tavolo alcune vecchie banconote spiegazzate e una manciata di spiccioli.

— È tutto ciò che mi è rimasto.

La folla ricominciò a mormorare.

— Ecco un matto!
— Adesso dovrà digiunare pure lui!

Il banditore aggrottò la fronte.

— Perché ti serve questo cavallo?

Il vecchio guardò con attenzione l’animale steso a terra e rispose piano:

— Perché è la mia ultima speranza.

Per alcuni secondi tutto intorno fece silenzio, poi qualcuno rise ad alta voce.

— Speranza? Con questo moribondo mezzo morto?
— Non arriverà nemmeno a casa!

Il vecchio non rispose nulla. Si avvicinò al cavallo, si inginocchiò lentamente accanto a lui e gli accarezzò delicatamente il collo.

E poi accadde ciò che nessuno si aspettava. 😱🫣 Il seguito di questa storia lo trovate nel primo commento 👇👇

Il vecchio non rispose nulla alle prese in giro.

Consegnò silenziosamente i soldi al banditore, accarezzò dolcemente il collo del cavallo e, con l’aiuto di alcuni inservienti, lo aiutò ad alzarsi. L’animale riusciva a malapena a stare in piedi, inciampava continuamente e respirava affannosamente.

Mentre la folla si disperdeva, molti si voltavano ancora a lungo e ridevano, guardando il povero contadino che conduceva lentamente il suo nuovo cavallo lungo la strada polverosa.

A casa del vecchio non c’era né una grande fattoria né una ricca azienda agricola. Solo un piccolo vecchio fienile e qualche centinaio di metri quadrati di terra. Ma ogni giorno si alzava prima dell’alba, portava al cavallo acqua pulita, lo nutriva con il miglior fieno che poteva comprare, curava le vecchie ferite e passava ore a pettinare la criniera arruffata.

Passò una settimana. Poi una seconda.

Il cavallo gradualmente cominciò ad alzarsi in piedi con più sicurezza. Il tremore alle gambe scomparve, il mantello divenne più pulito e folto, e nei suoi occhi apparve un bagliore vivo.

Dopo un mese gli abitanti del villaggio non potevano credere ai loro occhi.

Quel cavallo scheletrico e malato che tutti avevano considerato spacciato si era trasformato in un animale robusto e forte. Tirava tranquillamente il carro con la legna, aiutava ad arare la terra e ogni giorno lavorava accanto al vecchio.

Ben presto la piccola fattoria ricominciò a portare soldi. Il vecchio vendeva verdure, legna e fieno, e il cavallo lo aiutava a fare il lavoro che un uomo da solo non sarebbe più riuscito a svolgere.

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